logo

Anni Avis Genga

"donare sangue è semplicemente importante"

UN DIZIONARIO PER LA VITA


Il sangue scorre dentro di noi: dobbiamo innanzi tutto conoscerlo, perché conoscerlo vuol dire guardarlo con più interesse e simpatia. Noi dell’Avis vogliamo dare a tutti coloro che vorranno avvicinarsi alla donazione un punto d’informazione che aiuti a meglio comprendere i termini medici fondamentali ed a spiegare tutte le caratteristiche principali del sangue. Una corretta informazione sul sangue ha lo scopo di rendere più cosciente e più importante il nobile gesto del donatore. Gesto che è tutelato da precise norme mediche disciplinate da Avis e agevolato da strutture trasfusionali sempre più moderne e sicure. Donare il sangue volontariamente e con piena coscienza rappresenta un gesto importante: vuol dire rendere concreta la propria disponibilità verso gli altri ed anche verso se stessi. Attraverso gli esami di controllo che i Centri Trasfusionali effettuano, si può affermare che i donatori sono costantemente sottoposti a severi e costanti esami. Non molti hanno però dimestichezza con la terminologia medica e in molti casi una semplice chiamata di controllo può sembrare allarmante. Ecco perché abbiamo voluto inserire un utile e breve dizionarietto che elenca le terminologie usate per gli accertamenti o gli esami di controllo.

Dizionario del Sangue


ABO (a b zero) E’ il sistema che caratterizza i principali gruppi sanguigni, in base a sostanze (antigeni) presenti o meno sui globuli rossi. Si può trasfondere in un organismo umano, solamente sangue compatibile, cioè che non abbia antigeni diversi da quelli dei globuli rossi del ricevente. Vedi antigeni

AFERESI E’ il termine usato per indicare una metodica di prelievo a scopo trasfusionale, mediante la quale si preleva al donatore la sola componente del sangue che deve essere utilizzata. Per questo viene usato un sistema monouso sterile. Il sangue viene prelevato dalla vena del donatore (come per una normale donazione), viene scomposto per filtrazione o centrifugazione nei suoi principali componenti trattenendo quello o quelli utili al momento e restituendo i rimanenti al donatore. Si può così aiutare in modo più efficace chi necessita di piastrine (una sola donazione di aferesi corrisponde alla quantità di piastrine che si ottiene da 6-8 sacche di sangue) o di plasma. Si parla di plasmaferesi se si preleva solo plasma, citoaferesi se vengono prelevate solo le cellule, piastrinoaferesi se si prelevano solo piastrine. E’ inoltre possibile effettuare donazioni di differenti emocomponenti contemporaneamente ( vedi donazioni multicomponent). Le aferesi possono essere anche terapeutiche quando utilizzate sul paziente per il trattamento di specifiche patologie (es. del sistema immunitario, del sistema nervoso, ecc.)

AIDS ( Sindrome da immunodeficienza acquisita) E’ una grave malattia che indebolisce i meccanismi di difesa del nostro organismo. Si contrae soprattutto per via sessuale o per contagio sanguigno (trasfusioni di sangue infetto, utilizzo di strumenti chirurgici, siringhe, aghi infetti, ecc.). Chi s’infetta diventa “sieropositivo”, cioè sviluppa gli anticorpi verso il virus che lo ha infettato, ma che purtroppo non hanno funzione protettiva. In altre parole significa che il soggetto non è ancora ammalato ma può trasmettere la malattia. Il periodo che intercorre dal momento del contagio a quello in cui il laboratorio identifica l’infezione è detto “fase finestra”. Di solito è di tre settimane, ma può essere di qualche mese ( di qui l’importanza che il donatore illustri al medico qualsiasi comportamento che possa essere considerato a rischio, quali rapporti occasionali con soggetti a rischio, tossicodipendenti, ecc.). Non è detto comunque che nel paziente l’AIDS si scateni con tutte le gravissime conseguenze che la malattia comporta.

ALBUMINA E’ la più importante “proteina” del sangue. E’ fabbricata dal fegato ed ha un peso molecolare sufficientemente elevato. Compito essenziale è quello di trattenere l’acqua plasmatica nei vasi sanguigni. Normalmente nel plasma umano è presente in quantità pari a 45/50 grammi per litro. Ogni grammo può trattenere per un’ora una quantità d’acqua pari a 16 volte il suo peso. E’ usata dai medici negli ustionati, in gravi malattie del fegato e del pancreas, in rianimazione. Si ricava, con particolari procedure industriali, dal plasma umano. La legge 107/90 prevede che anche in Italia venga utilizzato il plasma dei donatori per la produzione di quest’importante derivato del sangue che attualmente viene in buona parte importato dall’estero.

ALT ( Alanina aminotranferasi ) E’ uno degli enzimi del fegato e può aumentare in caso di danno epatico (di origine alimentare, infettiva, farmacologia) o cardiaco. La determinazione di questo enzima nel sangue viene effettuata ad ogni donazione. Un altro enzima epatico è l’AST ( Aspartato amniotranferasi). Nel loro insieme ALT e AST sono comunemente chiamate TRANSAMINASI.

ANAMNESI E’ la raccolta di tutte le notizie riguardanti la salute del donatore, fatta dal medico prima di ogni donazione di sangue.

ANEMIA Termine con cui si indica una situazione patologica caratterizzata da ridotti valori di emoglobina, spesso accompagnata da diminuzione del numero dei globuli rossi e dell’ematocrito. Può essere di natura congenita o acquisita per ridotta produzione da parte del midollo osseo o per carenze ( ad es. ferro, vitamina B12, ecc.)

ANONIMATO E’ una delle caratteristiche dell’Avis che impone ai propri donatori di non conoscere a chi è destinato il loro sangue.

ANTI-COAGULANTE Sostanza che si oppone alla coagulazione del sangue ed è contenuta nelle sacche utilizzate per la raccolta

ANTICORPI Detti anche “immunoglobuline” sono proteine presenti nel plasma, la cui funzione è di fissarsi, a scopo difensivo, su sostanze generalmente nocive per l’organismo (antigeni). Per ogni sostanza estranea, detta “antigene” l’organismo crea particolari anticorpi.

ANTIGENE Sostanze estranee all’organismo che penetrano al suo interno determinando così una reazione immunitaria. Possono essere presenti nella struttura dei virus o dei batteri e, stimolando il sistema immunitario, fanno produrre delle sostanze, detti “anticorpi”, che tendono a bloccare o neutralizzare gli antigeni. Anche particelle naturali possono avere funzione antigenica ( es. nelle allergie i pollini e gli alimenti). Esistono poi sulla superficie dei globuli rossi particolari antigeni cui i ricercatori hanno attribuito per le loro diverse caratteristiche, le lettere A e B. Ci sono anche antigeni dei globuli bianchi che costituiscono il sistema HLA e sono responsabili della compatibilità dei trapianti.

ANTIGENE AU Scoperto per la prima volta in un aborigeno australiano (“Au” sta per Australia), è un antigene rilevabile nel sangue di chi è venuto a contatto con il virus dell’epatite B. in generale il soggetto può essersi ammalato o essere stato attaccato dal virus dell’epatite B ed avere superato l’infezione con l’aiuto delle sue difese naturali (anticorpi) ed essersi in un certo senso “vaccinato” contro tale virus. Ma il virus può persistere senza sintomi nel sangue del portatore ed essere trasmesso in un altro organismo attraverso il sangue infetto o per via sessuale e provocargli la malattia. Ecco perché quando un donatore ha l’antigene AU positivo, viene sospeso dalle donazioni.

ARTERIE Canali membranosi destinati al trasporto del sangue dal cuore alla periferia del corpo

AUTO-TRASFUSIONE Detta anche trasfusione autologa, l'autotrasfusione consiste nel trasfondere in un individuo il suo stesso sangue, precedentemente prelevato. È un procedimento usato per reintegrare le perdite di sangue nel corso di interventi chirurgici e presenta il vantaggio di annullare i rischi di sconvolgimenti immunitari e di trasmissione di malattie infettive. Il paziente può essere sottoposto a due, tre prelievi di sangue nei 20-30 giorni precedenti l’intervento in base al quantitativo di sangue necessario.

AZOTEMIA Rappresenta la quantità di azoto nel sangue espresso come concentrazione di urea e come tale viene dosato. Poiché l’urea viene eliminata per via renale, un suo alto valore nel sangue sta a significare un’alterazione della funzione renale.

BILIRUBINA La bilirubina si forma dal disfacimento dell’emoglobina dei globuli rossi, dai precursori di globuli rossi nel midollo e dalle proteine del fegato. La bilirubina, prodotta dalla distruzione dei globuli rossi invecchiati o patologici, viene trasportata tramite il sangue al fegato; qui viene captata per essere secreta nella bile. Una sua presenza nel sangue, al di sopra della norma, può essere dovuto a una eccessiva emolisi come nell'anemia mediterranea

EMOLISI Processo che consiste nella rottura della membrana dei globuli rossi con conseguente loro dissoluzione e passaggio dell'emoglobina in soluzione nel plasma

BUFFY COATS Strato di plasma ricco di globuli bianchi (leucociti) e piastrine che si ottiene frazionando il sangue del donatore dopo opportuna centrifugazione. Sono utilizzati nell’industria specializzata per produrre derivati utili per curare determinate malattie. Selezionando le piastrine ed unendo quelle ottenute da 6-7 buffy coats con plasma fresco congelato si ottiene la quantità necessaria per la terapia dei piastrinopenici.

CELLULA E’ il più piccolo elemento vivente di un organismo. Hanno forma, attività e durata secondo la funzione che devono svolgere. Quasi tutte, esclusi i globuli rossi e piastrine, sono costituite da nucleo e da citoplasma

CELLULA STAMINALE Cellula non ancora differenziata, pluripotente, capostipite di tutti gli elementi fondamentali del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nell’uomo questo tipo di cellule risiede nel midollo osseo. Sebbene prima si pensasse che cellule pluripotenti si potessero ritrovare solo durante lo sviluppo embrionale, appare ormai chiaro che le cellule staminali permangono anche nell'adulto, dando origine indifferentemente a tutti gli elementi del sangue. La presenza e la funzionalità di questo tipo di cellule hanno aperto la strada per la cura della leucemia e dei linfomi, patologie dovute all'alterata funzionalità delle cellule del sangue e in particolare dei globuli bianchi. La possibilità di trapiantare in pazienti affetti da queste patologie midollo osseo sano ha reso attuabile la nuova formazione di cellule sanguigne esenti dalla malattia, provenienti dalle cellule staminali del donatore; ma l'insufficienza del numero di donatori di midollo osseo compatibili nell'ambito familiare o nei registri internazionali ha reso indispensabile la ricerca di alternative terapeutiche sempre nell'ambito del trapianto. Di fronte a questo limite reale è risultata di estremo valore la scoperta che il sangue del cordone ombelicale contiene cellule staminali identiche a quelle presenti nel midollo osseo, e che perciò si può sostituire a esso nel trapianto. Per tale motivo sono stati istituiti numerosi centri di raccolta del sangue prelevato dal cordone ombelicale; il prelievo, che non procura alcun rischio e sofferenza al neonato e alla madre giacché è effettuato quando il cordone è già reciso, e consiste nell'aspirare il sangue del cordone ombelicale, che viene raccolto e inviato al Centro ematologico di riferimento per l'analisi e la crioconservazione (in speciali contenitori a 190°C sotto zero).

CENTRIFUGAZIONE Sistema utilizzato per separare i vari componenti del sangue sfruttando il loro diverso peso, attraverso la rotazione in apposite apparecchiature dette centrifughe. A centrifugazione avvenuta al fondo della sacca si porteranno tutti globuli rossi ed in alto rimarrà il plasma. Fra questo ed i globuli rossi si forma uno strato di piastrine e globuli bianchi. Una volta centrifugato, si procede al frazionamento del sangue in plasma, piastrine e globuli rossi (emazia concentrate). Così da una sola donazione si ottengono diversi componenti che serviranno per altrettante necessità realizzando una terapia trasfusionale mirata.

CENTRO TRASFUSIONALE Reparto ospedaliero dove il sangue viene raccolto, controllato, conservato e distribuito a chi ne ha necessità.

CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E’ il continuo movimento del sangue dal cuore alla periferia. Ha la funzione di trasportare agli organi e ai tessuti l'ossigeno, le sostanze nutritive, l'acqua, i sali, i prodotti intermedi del metabolismo, gli ormoni e di raccogliere anidride carbonica, sali, acqua e prodotti finali del metabolismo dell'azoto.

COAGULAZIONE E’ il fenomeno naturale per cui il sangue si trasforma da liquido in solido ed è dovuto alle piastrine ed ai fattori della coagulazione contenuti nel plasma. Se tale fenomeno avviene nei vasi sanguigni si parla di “trombosi” (si parla di infarto del miocardio se interessa le arterie coronariche)

COLESTEROLEMIA Rappresenta la concentrazione di colesterolo nel sangue. E’ un fattore predisponente per l’arteriosclerosi. L’innalzamento del colesterolo oltre i 300 mg/dl è controindicata per la donazione poiché il siero (lipemico) conterrebbe troppe sostanze grasse mal tollerate dal ricevente.

COLESTEROLO HDL E’ il “nastro trasportatore” del colesterolo. E’ importante che funzioni bene, altrimenti il colesterolo può accumularsi nei vasi sanguigni arrecando guai seri. In genere i laboratori, a chi ha problemi di colesterolo, ricercano anche vari tipi di “lipoproteine” che lo compongono e che prendono il nome di HDL se ad alta densità, LDL se a bassa densità e VLDL se a bassissima densità. Una crescita di queste ultime rappresenta un rischio aterosclerotico, mentre l’HDL rappresenta un fattore di protezione.

COMPATIBILITA’ Si ha, in campo emotrasfusionale, quando si trasfonde in un organismo umano sangue che ha caratteristiche di antigeni compatibili con il suo. Così ad esempio non è compatibile un sangue di tipo A con uno di tipo B e viceversa. In genere viene dato a chi ne abbisogna, sangue il più identico possibile al suo per evitare la formazione di anticorpi che tentino di respingere le sostanze non conosciute.

CREATININEMIA Rappresenta la quantità di creatinina nel sangue, non è influenzata dall’alimentazione ed è indicatore della funzionalità renale.

CRITERI DI IDONEITA’ ALLA DONAZIONE La Legge italiana prescrive quanto segue: “Il donatore deve essere persona sana: la procedura di questo accertamento costituisce l’atto più importante della selezione, che si articola nella compilazione di una scheda sanitaria, che deve essere sottoscritta dal donatore anche come consenso alla donazione, da visita medica ed esami di laboratorio”. Nella scheda il medico riporta i dati che ricava dalle risposte avute da ogni donatore sull’andamento della propria salute (anamnesi) ed i risultati della visita effettuata.
Esami di laboratorio da effettuarsi ad ogni donazione:

Alla seconda donazione e dopo ogni tre donazioni per gli uomini e due per le donne verranno eseguiti, oltre a quelli precedentemente specificati, anche: VES, Azotemia, Creatininemia, Glicemia, Proteinemia, Colesterolemia, Trigliceridemia, Sideremia. Altri esami possono essere richiesti dal medico per valutare lo stato di salute e quindi l’idoneità alla donazione ed in più, una radiografia del torace ed un elettrocardiogramma.

D (antigene) Chiamato dagli Americani Rho è il principale antigene del sistema Rhesus (il fattore Rh). Scoperto nel 1940 da Landsteiner (che già aveva scoperto il sistema AB0) si indica come positivo (+) se è presente sui globuli rossi o negativo (-) se è assente. Una variante più debole del fattore Rh viene chiamata Du. Il sangue di gruppo compatibile e Rh- può essere trasfuso a pazienti sia Rh- sia Rh+. E’ inoltre responsabile della MEN (malattia emolitica del neonato) che si ha se la mamma è D- (Rh negativo) ed il feto D+ (Rh positivo). In questo caso la mamma produce anticorpi anti D per tentare di “rigettare” il fattore Rh che lei non ha. Questa malattia sta peraltro scomparendo con l’uso preventivo i immunoglobuline anti D (ottenute dal sangue umano) o mediante cambio del sangue del bambino, con l’exanguino-trasfusione. L’antigene D non è il solo del sistema Rhesus, che ne comprende 39. I principali (c, d, e) vengono indicati nella scheda dei donatori con la lettera maiuscola se è presente o minuscola se è assente.

DIALISI Tecnica utilizzata per ottenere la filtrazione del sangue, al fine di liberarlo da sostanze tossiche, di norma eliminate dal rene. Il sangue viene convogliato dal sistema circolatorio ad una apparecchiatura chiamata rene artificiale dove una membrana semipermeabile trattiene le sostanze di rifiuto. Il sangue filtrato viene reinfuso nelle vene del paziente.

DONAZIONE E’ l’atto con cui si dona qualcosa a qualcuno senza aspettarsi compenso. Per AVIS le donazioni di sangue intero, plasma, piastrine sono periodiche, anonime, volontarie, gratuite e responsabili. Quando non si conosceva ancora il modo per conservare il sangue in contenitori, la donazione avveniva braccio a braccio, fra donatore e ricevente. Prendeva il nome di donazione diretta e veniva di solito eseguita con un’apposita siringa. Successivamente si è passati ai flaconi di vetro quindi alle sacche multiple.

ECG (elettro-cardiogramma) E’ la rilevazione, con apposita apparecchiatura, dell’attività elettrica del cuore e del suo regolare funzionamento. La lettura del “tracciato”consente al medico specialista di osservare se il cuore funziona bene o se presenta qualche anomalia.

E.L.I.S.A. Termine tecnico che i ricercatori hanno dato ad un metodo abitualmente usato nei laboratori per evidenziare la presenza di antigeni o anticorpi nel sangue: ad esempio HIV, epatite, toxoplasma, rosolia, ecc.

EMATOCRITO Volume percentuale degli eritrociti del sangue. Si ottiene centrifugando il sangue non coagulato e misurando la percentuale di elementi cellulari che si raccolgono sul fondo della provetta. Abbreviato con la sigla HCT, i suoi valori normali oscillano tra 42±5% per la donna e 47±5% per l'uomo. Una percentuale inferiore può essere indice di anemia. Il donatore in questo caso viene escluso, anche se temporaneamente, poiché il valore dell’ematocrito non deve essere inferiore nei donatori, a 38% nelle donne e 40% negli uomini.

EMAZIE Elementi morfologici del sangue, detti anche globuli rossi o eritrociti, per la loro colorazione rosso-arancione dovuta alla presenza di emoglobina. Le emazie o eritrociti sono cellule rotondeggianti, con forma lievemente convessa, rivestite da sottile membrana, prive di nucleo, e presentano al loro interno una sorta di impalcatura reticolare di sostegno.Il loro numero per millimetro cubo è nell'uomo tra 4.500.000 e 5.000.000 (un po' meno nella donna). Gli eritrociti partecipano attivamente ai processi di respirazione, portando ai tessuti l'ossigeno, tramite l'emoglobina. Le preparazioni di emazia disponibili per la trasfusione sono: Concentrate: si ottengono togliendo il plasma dal sangue intero, devono essere conservate ad una temperatura di + 4°C ed hanno una durata di 35 giorni Concentrate per rimozione dei buffy coats: oltre a togliere il plasma si toglie anche lo strato di globuli bianchi e piastrine che si forma, dopo centrifugazione, tra plasma e globuli rossi poiché potrebbero recare inconvenienti se trasfusi in particolari ammalati. Lavate: dopo aver rimosso il plasma le emazia vengono “lavate” con soluzione fisiologica, per eliminare determinate sostanze che potrebbero essere mal tollerate da chi le riceve. Povere o prive di leucociti: è in particolare quanto avviene con la rimozione dei buffy coats. Si tende ad eliminare la presenza dei globuli bianchi anche con l’impiego di appositi filtri. Congelate: globuli rossi congelati e conservati a –80° C per un lungo periodo (fino a 10 anni). Questo sistema però è molto costoso ed ingombrante e viene limitato alla conservazione di gruppi molto rari.

EMOCROMO E’ il test di laboratorio che accerta l’ematocrito, il valore dell’emoglobina, il numero di globuli rossi ed il loro volume medio, il numero dei globuli bianchi e di piastrine presenti in ogni millimetro cubo di sangue.Questi i valori normali di emocromo (per uomo adulto)


EMOFILIA Malattia ereditaria che si manifesta con tendenza alle emorragie dovute a un deficit di fattori della coagulazione sanguigna (in genere Fattore VIII, emofilia A o IX, emofilia B). Queste emorragie, talvolta spontanee sono arrestabili solo con la rapida infusione dei fattori mancanti.

EMOGLOBINA Sostanza contenuta nei globuli rossi o emazia, che serve a trasportare l’ossigeno e a cederlo alle cellule dell’organismo. La Legge prescrive che per i donatori il valore di emoglobina non possa essere inferiore a 12.5 grammi per decilitro di sangue nella donna e a 13.5 nell’uomo.

EPATITE VIRALE Processo flogistico-degenerativo del fegato caratterizzato da necrosi parcellare che colpisce tutti i lobuli epatici. Ci sono diversi tipi di epatite.
L’epatite A presenta modalità di contagio chiamata “oro-fecale”. E’, infatti, un’epatite di origine alimentare (si può contrarre mangiando frutti di mare crudi provenienti da acque infette, verdure innaffiate con acqua inquinata non adeguatamente lavata e/o cotta, ecc.)
L’epatite B si trasmette per via “parenterale” (attraverso lo scambio di liquidi biologici infetti, ad esempio uso promiscuo di siringhe, rapporti sessuali, ecc.) Più frequentemente in questa forma di epatite si ha la cronicizzazione del processo necrotico-degenerativo con evoluzione dell'epatite acuta in epatite cronica persistente, aggressiva, e quindi in cirrosi epatica.
Anche l’epatite C ha analoga trasmissione come la B. Si può presentare con diverse forme cliniche: anitterica, recidivante, colestatica, fulminante, cronica persistente e attiva. L'epatite si risolve nella maggioranza dei casi in 4-8 settimane, salvo forme a decorso atipico e soprattutto in caso di cronicizzazione. Non a caso l'epatite C è nel mondo occidentale la principale indicazione al trapianto di fegato per la bassa mortalità precoce che comporta la recidiva post-intervento. Gli esami che i laboratori eseguono per evidenziare una forma di epatite si chiamano generalmente “markers dell’epatite” e prendono i nomi di AntiHAV Igm, Anti HAV IgG (epatite A); HbsAg, AntiHbs, AntiHbc, HbeAg, AntiHbe (epatite B); Anti HCV (epatite C)

ERITROCITI Vedi emazia

FATTORE Rh Sostanza (antigene) che può essere presente o meno sui globuli rossi. Nel primo caso si parla di Rh+ o positivo, e nel secondo di Rh- o negativo

FENOTIPO Si indicano, con il nome di fenotipo, le modalità secondo cui i caratteri ereditari si manifestano. Riferiti al gruppo sanguigno è la ricerca di caratteristiche del sistema Rhesus, generalmente limitato ai fattori c, d, e.

FERRITINA E’ la più importante proteina di deposito di ferro ed il suo valore è indice di tali riserve. Di norma la ferritina si trova per circa 1/3 nel fegato, 1/3 nel midollo osseo ed il rimanente distribuito nei vari organi.

FERRO E’ una sostanza utilizzata dall’organismo per la sintesi dell’emoglobina e quindi dei globuli rossi. Si può misurare la quantità di ferro presente nel plasma (sideremia), in “magazzino” (ferritina) o la capacità del trasporto dal “magazzino”(transferrinemia). Se questa sostanza è carente, il medico prescriverà una terapia a base di ferro, oltre a seguire una dieta con alimenti che ne contengano una buona quantità.

FORMULA LEUCOCITARIA E’ il conteggio dei diversi tipi di globuli bianchi che normalmente sono così suddivisi:


FRAZIONAMENTO E’ il termine con cui si indicano le operazioni atte a scomporre il sangue intero prelevato al donatore nelle sue principali componenti: Emazia Buffy coats Plasma Il frazionamento avviene tramite centrifugazione del sangue intero e sua successiva spremitura a circuito chiuso. Con una sola donazione si possono quindi aiutare diversi riceventi.

FRAZIONAMENTO INDUSTRIALE E’ il procedimento che le aziende produttrici di farmaci plasmaderivati eseguono per ottenere dal plasma:


GAMMAGLOBULINE o IMMUNOGLOBULINE Sono proteine con caratteri di anticorpi che si trovano nel plasma e servono a proteggerci da diverse infezioni. Sono ottenute dal plasma dei donatori dopo opportune lavorazioni, per ricavarne prodotti da utilizzare per prevenire e curare alcune forme morbose, dal tetano all’epatite, ecc.

GAMMA GT E’ un enzima epatico; un suo aumento può indicare un’alterata funzionalità del fegato.

GLICEMIA Indica la quantità di zucchero presente nel sangue espressi come concentrazione di glucosio. Un valore alto può essere indice di diabete.

GLOBULI BIANCHI Cellule del sangue prodotte dal midollo osseo che vengono chiamate anche leucociti. Essi circolano nei vasi sanguigni e nei vasi linfatici, costituendo l'elemento cellulare principale della linfa. I globuli bianchi sono i veri protagonisti della risposta immunitaria. Il loro numero varia tra i 4.000 ed i 10.000 per millimetro cubo. Un loro aumento può indicare un processo infettivo in atto.

GLOBULI ROSSI Vedi emazie

GRUPPO SANGUIGNO E’ un carattere che si acquisisce geneticamente e resta immutato per tutta la vita. Si indica in genere con il sistema A B 0 (zero) a seconda che sui globuli rossi siano presenti o meno determinate sostanze (antigeni) a cui il ricercatore ha dato come indicazione le prime due lettere dell’alfabeto A o B. Se sui globuli rossi è presente la sostanza A, il gruppo sarà quello A, se vi è quella B, il gruppo sarà B; se sono presenti entrambe il gruppo sarà AB e se non ve ne è nessuna delle il gruppo sarà 0 (zero). Oltre alle sostanze A e B i ricercatori hanno identificato un’altra sostanza a cui è stata data la sigla di Rh, dalle iniziali del tipo di scimmia in cui è stato identificato per primo (il Macacus Rhesus). In Italia ad esempio circa il 38% delle persone e di gruppo 0, il 42% di gruppo A, il 15% di gruppo B ed il 5% di gruppo AB. Inoltre l’85% degli Italiani ha il fattore Rh mentre il 15% no. Oltre a questo sono stati identificati numerosi altri gruppi ( es. Kell, Kidd, Duffy, MNs, Lewis; ecc.)

HBSAG E’ così chiamato l’antigene Au che segnala la probabile presenza del virus dell’epatite B

HCV E’ il virus dell’epatite C; nel sangue si ricercano gli anticorpi anti-HCV

HIV E’ il virus dell’AIDS; nel sangue si ricerca la presenza di anticorpi anti-HIV

HTLV1 Human T Lymphotropic Virus 1. Retrovirus responsabile di due gravi malattie: la leucemia/linfoma a cellule T dell’adulto e la paraparesi spastica tropicale.

H.L.A. (Antigeni dei leucociti umani). Con questo termine ci si riferisce a particolari sostanze (antigeni) presenti sulla superficie (membrana) dei globuli bianchi. Queste strutture della membrana sono comuni alle cellule di tutti e perciò il sistema HLA viene anche indicato come sistema di ISTOCOMPATIBILITA’. Attraverso questo si può stabilire la compatibilità fra tessuti ed organi di individui diversi. L’identificazione di questi antigeni effettuata sui globuli bianchi del donatore d’organo (o midollo osseo) e sul ricevente è molto utile per stabilire se il trapianto avrà successo.

INDICE DI DONAZIONE Rappresenta il numero delle volte che il donatore può donare durante l’anno. Questo giudizio viene espresso del medico dopo aver accertato peso, sesso, età e quant’altro si ritiene utile per tale motivo.

IDONEITA’ ALLE DONAZIONI Rappresenta un momento molto delicato del percorso donazione/trasfusione. I riferimenti per tale procedura sono espressi da leggi, decreti e da letteratura italiana ed estera. Scopo di questa delicata fase è valutare l’assenza di rischi sia per il donatore sia per il ricevente. ( vedere riquadro dettagliato per i termini di sospensione alle donazioni)

ITTERO Colorazione giallastra di cute e mucose (vedi bilirubina)

MARKERS DELL’EPATITE Sono indicati con questo nome tutti gli esami che i laboratori compiono per accertare la presenza del virus dell’epatite e del suo andamento

MIDOLLO OSSEO Tessuto contenuto nella parte spugnosa di quasi tutte le ossa ed ha come funzione principale la produzione delle diverse cellule del sangue. Le donazioni di midollo osseo si utilizzano per trapianti in soggetti affetti da gravi forme morbose (leucemie, talassemie, aplasia midollare, ecc.). La donazione di midollo osseo si effettua in anestesia totale o in anestesia lombare, mediante multiple aspirazioni dalle ossa pelviche (cresta iliaca).

MULTICOMPONENT Termine utilizzato per indicare la possibilità di raccogliere diversi componenti del sangue dal donatore durante la stessa seduta donazionale. Dal punto di vista tecnico, di sicurezza del donatore e di durata, sono sovrapponibili alle aferesi di un unico componente. Si parla pertanto di donazioni di plasma/piastrine, plasma/globuli rossi, piastrine/globuli rossi, ecc.

PIASTRINE Sono i più piccoli elementi del sangue. In un millimetro cubo di trovano circa 300.000 piastrine. La loro durata media è brevissima: 3-5 giorni. La loro funzione è importante nella coagulazione del sangue.

PLASMA Rappresenta la parte liquida del sangue. E' un liquido giallo oro composto da svariate e complesse sostanze. Si può ricordare che i più importanti elementi e complessi chimici vi sono presenti: minerali (calcio, sodio, potassio, ferro, rame, fosforo, ecc.) sostanze grasse, sostanze zuccherine, ma soprattutto sostanze proteiche. Le funzioni del plasma sono numerose: la sua funzione fondamentale è quella di mantenere costante il volume del sangue circolante, di cedere ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo. E' inoltre compito del plasma di raccogliere tutte le sostanze di rifiuto derivante dal metabolismo delle cellule e di eliminarle attraverso i reni e il sudore.

POLSO ARTERIOSO E’ la rilevazione periferica del battito cardiaco. Il donatore, infatti, deve avere un battito normale con frequenza tra i 50 ed i 100 battiti al minuto

PRESSIONE ARTERIOSA La pressione arteriosa deriva essenzialmente dalla forza di contrazione del miocardio; essa aumenta e diminuisce ritmicamente nel tempo in relazione al ciclo cardiaco. Si distinguono pertanto: la pressione sistolica o massima, che corrisponde al massimo valore raggiunto dalla pressione durante un intero ciclo cardiaco; tale valore è espressione della distensibilità della parete arteriosa; la pressione diastolica o minima, cioè il valore minimo raggiunto dalla pressione arteriosa durante un intero ciclo cardiaco; fornisce un'indicazione della quantità di sangue che resta nelle arterie durante la diastole. Per la donazione i valori non devono essere inferiori ai 110 e superiori a 180 per la pressione sistolica o massima, e tra i 50 e 100 per la pressione diastolica o minima.

PROTEINEMIA Rappresenta la quantità di proteine presenti nel sangue, ed è data dall’insieme di albumina e globulina. L’intervallo di riferimento è 6.5 –8.5 g/dl.

QUADRO ELETTROFORETICO Rappresenta l’insieme delle proteine presenti nel san L’albumina serve a mantenere la giusta pressione osmotica (il giusto equilibrio tra parte liquida presente nei tessuti e quella del sangue). Le globuline sono indicatori di processi infiammatori e sono divise in Alfa 1. Alfa “, Beta e Gamma (anticorpi). Deve esistere un rapporto fra albumina e globulina maggiore di 1

QUANTITA’ PRELEVATA Riferita al sangue intero è la quantità che viene prelevata ad ogni donazione e si aggira sui 450 ml, più o meno il 10%. Le donazione in aferesi sono generalmente di 500 ml. Nell’organismo umano adulto mediamente circolano dai 4 ai 6 litri di sangue in proporzione al peso ed all’altezza.

RIPOSO POST TRASFUSIONALE Il donatore, lavoratore dipendente, ha diritto a 24 ore di riposo dopo la donazione di sangue. Lo prescriva la Legge 13 Luglio 1967 n. 584 articolo 1, modificata dalla successiva Legge 107/90 articolo 13, che sancisce, “I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa. I relativi contributi previdenziali sono accreditati ai sensi dell'art. 8 della legge 23 aprile 1981, n° 155.» Sempre la Legge 107/90 all’articolo 14 specifica: “Ai fini dell'applicazione dell'art. 13, al datore di lavoro vengono certificati, a cura del servizio di immunoematologia e trasfusione o del centro trasfusionale o dell'unità di raccolta, l'accesso e le pratiche delle donazioni cui è stato sottoposto il dipendente donatore di sangue”

RX TORACE Esame radiografico del torace che serve ad escludere che i polmoni presentino qualche anomalia, a conferma che il cuore sia di proporzioni normali e che non siano presenti altre alterazioni.

SACCHE Sono così chiamate per brevità i contenitori in speciale plastica che vengono utilizzati per la raccolta del sangue a scopo trasfusionale. Possono essere singole, doppie, triple o quadruple a seconda che il prelievo debba essere o no frazionato. Sono sterili e costruite in modo tale che il sangue, dall’ago alla sacca circoli in un sistema chiuso, non esposto all’aria. Inoltre contengono una quantità di soluzione anticoagulante pari a 63 ml per permettere che il sangue mantenga costante la sua fluidità.

SANGUE Tessuto liquido, circolante all’interno di arterie, vene, capillari e che costituisce circa il 6-8% del volume di un adulto: e’ costituito da una parte liquida, il plasma ed il siero, e da una parte corpuscolata, i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Esercita numerose funzioni:


SEPARATORI CELLULARI Apparecchiature utilizzate per la raccolta, sia a scopo donazionale sia a scopo terapeutico, di singoli o multipli componenti del sangue. Tutti utilizzano “set” monouso e sterili che non recano alcun rischio infettivo al donatore o paziente.

SIDEREMIA Quantità di ferro presente nel plasma.

SIERO liquido di colore giallastro, limpido che differisce dal plasma per la mancanza di fibrinogeno: si forma nella coagulazione del sangue, in seguito alla scissione del fibrinogeno, alla formazione della fibrina e alla conseguente separazione degli elementi figurati del sangue. Contiene il 10% di composti organici (soprattutto proteine, albumine e globuline), ma la composizione varia secondo l'età, il sesso, lo stato di salute. È usato nella diagnostica, per l'individuazione delle malattie infettive, e nella terapia sia a titolo preventivo (es. sieroterapia antitetanica) sia a titolo curativo quando la malattia infettiva si è già manifestata.

SIERODIAGNOSI PER LA LUE Esame effettuato per rilevare l’eventuale contatto dell’organismo con il treponema pallido, l’agente della sifilide o Lue.

TRANSAMINASI Sono particolari enzimi presenti nel sangue e legati alla funzionalità epatica. Le più note sono ALT e AST. Quando I valori di riferimento sono più alti della norma si può ipotizzare un danno al fegato.

TRASFUSIONE E’ il termine con cui si indica il “trapianto” del sangue da un individuo (donatore) all’altro (ricevente)

TRASFUSIONE MIRATA E’ la trasfusione al ricevente, della componente di sangue che gli serve e non di tutto il sangue intero: esempio, globuli rossi ad un anemico; plasma ad un ustionato; piastrine a chi ha problemi di sanguinamento; ecc.

TRIGLICERIDI Sono dei grassi presenti nel sangue. L'organismo adulto, che segue una dieta con apporto normale di grassi animali e vegetali, ne assorbe ogni giorno 100 g i quali in parte vengono utilizzati e in parte sono convogliati nel tessuto adiposo quale riserva energetica. I valori normali nel siero devono essere inferiori a 175 mg/100 cm3, mentre valori superiori a 400 mg/100 cm3 danno luogo a un intorbidamento del siero. Alte concentrazioni sono un indice di una potenziale malattia cardiaca e circolatoria. Inoltre un loro aumento può anche portare a un'alterazione del metabolismo degli zuccheri.

URINA Liquido che contiene le sostanze di rifiuto dell’organismo. Normalmente è di colore giallo, limpida deve avere una reazione acida e non deve contenere sostanze quali sangue, albumina, ecc.

VENE Canali o vasi che portano il sangue dalla periferia al cuore e da cui si preleva il sangue a scopo trasfusionale.

V.E.S. (Velocità di elettrosedimentazione) E’ il tempo occorrente al sangue, disposto in un tubicino di pochi millimetri di diametro, a sedimentare. Viene rilevata la misura della sedimentazione in millimetri dopo un’ora e dopo due ore. Valori superiori alla norma indicano un probabile processo infiammatorio in atto.

VISITA MEDICA Consiste in una serie di atti sanitari, anamnesi, esame obiettivo, volti a stabilire lo stato di salute della persona. Nel caso del donatore è finalizzata a stabilire l’idoneità, ma rappresenta anche un momento importante di medicina preventiva e di tutela della sua salute.